Brevi cenni biografici

Sono nato nel 1960 a Monselice. La mia casa, immersa nel verde della campagna monseliciana verso San Pietro Viminario, mi mette a contatto fin dall’infanzia con colori, sensazioni, sapori… che maturano in me una personalità di spiccata sensibilità pittorica. A poco a poco mi cimento con tempere e tavolozza: ne nasce una fascinosa ambizione. La scoperta di un amore per l’arte che non può più restare nascosto nel suo segreto. Alterno la mia attività sia nel campo della pittura che in quello delle arti applicate.
Per scelta non ho partecipato a concorsi e collettive.
Nel 1982 il primo confronto con i miei concittadini.
Espongo una personale presso la ‘Loggetta di Monselice’, cuore delle attività culturali della città della Rocca.
Dopo 13 anni, nel 1995,
con la personale ‘Colore Introspezione Emozioni‘, mi sono riproposto a Monselice nella stupenda cornice di ‘Villa Pisani’.
Nel 1997 ho esposto le mie opere nelle sale del Comune di Castelbaldo.
Il titolo della mostra era: ”…ed è subito sera”; Gianni Pasqualin sindaco del comune di Castelbaldo, nel foglio informativo della città scrisse: ” come Quasimodo nella sua famosa poesia ‘…ed è subito sera…’ anche Roberto avverte la fugacità dell’attimo, di quel vivere che troppo spesso ci sfugge e che solo il colore, i suoi segni riescono a capire: attimi di vita sono per lui i suoi acquerelli”.
Nel 1999 ho allestito una personale presso l’Hotel Quisisana di Abano Terme, dal titolo “Il canto del colore”.
Qui ho presentato una serie di opere in netta rottura con quella che era stata la mia precedente rassegna artistica, tanto da firmarmi con un nuovo nome d’arte “Ati”. Le opere rispecchiavano quella che era stata tipicamente la corrente romana della pop-art, alcuni lavori erano assimilabili a quelli di Schifano. Il soggetto prevalente era la natura, dove i colori come sempre avevano un ruolo dominante e la tecnica si articolava tramite la stesura di grandi masse di acrilico su tela stessa, che andavano a formare i contorni di alberi, fiori etc.; Tutto questo mi ha permesso di conoscere a fondo l’uso del colore acrilico, pigmento che in seguito, grazie alla brillantezza che sprigionava, è stato definitivamente sostituito all’olio. Il gazzettino del 23 aprile 1999, pubblicò in un articolo a firma di CB quanto segue: “… una mostra importante per il giovane autore, ‘Ati’ come ha deciso di ribattezzarsi nella firma apposta in calce alle sue opere, una rassegna che testimonia la frattura, talvolta profonda, tra la sua tecnica espressiva tradizionale ed una forma dove il colore assume spazio preponderante, avvicinandosi ai canoni tipici della pop-art e di tante altre forme contemporanee di pittura.”. Un nuovo percorso artistico era ormai avviato e quasi per caso un giorno abbozzai delle figure, che ricordavano quelle intagliate nella carta quando ero bambino, figure che poi ho elaborato e plasmato tramite il computer, usando particolari software di grafica. Da qui il realizzo di quelle ‘forme’ che poi sarebbero diventati danzatori, guerrieri, biommeccani. Raccolta una trentina di opere le ho esposte presso la sala “San Rocco” di Este in una mostra intitolata “Computer e fantasia”. Contemporaneamente, grazie all’intervento del prof. Paolo Rizzi critico d’arte del Gazzettino e con la collaborazione della Pro Loco è stata tenuta una conferenza-dibattito dal titolo ”L’arte come misura della nostra società”, a cui sono state invitati cittadini, insegnanti e studenti degli istituti atestini. Grazie al costante incoraggiamento di due grandi amici Fabrizio e Dora, che da anni seguono il mio cammino artistico, ho continuato a lavorare allo sviluppo di queste figure e nel
gennaio del 2001 con il patrocinio dell’assessorato alla cultura del comune di Este
ho allestito presso i locali della “Pescheria Vecchia” una personale dal titolo: “Arte programmazione e fantasia”. La bellezza della sala e la profusione di luci hanno permesso di rendere al massimo lo splendore del colore dei miei dipinti, restituendomi nel contempo un successo nei confronti della moltitudine di persone che ha frequentato la mostra. Conclusa la personale di Este, ho dedicato molto tempo nello studio e nella elaborazione di nuove ‘forme’, ho insistito sulle stesse al fine di perfezionare sempre più la tridimensionalità, ho cercato di donare risalto alle figure, esaltandole nello spazio indefinito di una moltitudine di colori che fanno da scenografia su ogni tela o tavola. Nel corso di questi mesi è maturata la necessità di un ritorno al figurativo, un figurativo realizzato attraverso l’interpretazione di espressioni umane, di sguardi, di porzioni di volti, disposti nella tela, congiuntamente a segni, geometrie e figure.
Nel mese di ottobre del 2002 , con il patrocinio dell’assessorato alla cultura del Comune di Abano
ho allestito presso la sala ‘Kursaal’ una personale dal titolo molto significativo nonché esplicativo della mia arte: ‘Segni e simboli nel colore’. Nell'ambito della vernissage la critica d'arte Lucia Dr.ssa Mayer, con queste parole definì la mia produzione artistica: ” un qualcosa di mobile e in continuo divenire, che esprime il bisogno di indagare e scoprire la modernità senza pregiudizi, in maniera libera e aperta. La ricerca è caratteristica principale nell’autenticità della sua passione pittorica, insieme ad un solido impianto culturale. Questi elementi conferiscono alla sua opera una fresca originalità che si affranca dalla ripetizione di schemi tradizionali per diventare una ricerca che si lega sì al tempo, ma sa rimanere aperta a nuove definizioni.”
Nello stesso anno ho presentato la mia produzione artistica all'Assessore alla Cultura del Comune di Padova
allo scopo di poter realizzare una esposizione con il patrocinio dell'assessorato alla Cultura dell'Ente.
La mostra che è stata inaugurata nel mese di maggio dell'anno 2003, presso una sala del Gruppo Rinascente.
I
commenti ricevuti sono stati sicuramente molti e alquanto positivi.
Nell'ambito della stessa mostra mi è stata formulata
l'ipotesi di donazione di un'opera da
destinare al Museo d'Arte Moderna di Padova.
Richiesta accolta con grande soddisfazione da parte mia, infatti la donazione non si è limitata ad una sola opera pittorica ma anche ad un paio di sculture in marmo di recente produzione.